Political Polis:
The Power of Collective Intelligence
(Skype: fabio.sipolino , Mail: poliscorporation@gmail.com , Cell.: +39 3495017530)

Political Polis | The Power of Collective Intelligence

Capitalismo

by Fabio Sipolino 15. maggio 2016 05:19

Questo non è Capitalismo ma Cartellismo 

 

 

L' elitè vuole i cartellismo mascherandolo da Capitalismo 

Tags:

La reazione alla dichiarazione di Shinzo Abe

by Fabio Sipolino 7. settembre 2015 06:01

Il 14 agosto il mondo è stato testimone un raro evento cruciale, che prevedono le tendenze delle relazioni nel triangolo strategico “USA Cina e Giappone” e, quindi, la situazione nell’Asia-Pacifico. Ci riferiamo al discorso del primo ministro del Giappone Shinzo Abe, in occasione del 70 ° anniversario della fine della guerra del Pacifico, che i giapponesi legano alla data (la notte del 14-15 agosto 1945) in cui l’imperatore Hirohito annunciò che il Giappone accettava le condizioni per la resa decise da Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina tre settimane prima, con la Dichiarazione di Potsdam. Il contenuto del discorso di Abe avrà un impatto diretto sul lato sino-giapponese del triangolo “USA Cina e Giappone” e indirettamente sugli altri due. In Cina, lo sviluppo positivo delle relazioni con il Giappone è associato all’attuale conferma delle principali disposizioni della cosiddetta “Dichiarazione di Murayama” del 1995, del Primo ministro Tomiichi Murayama, per celebrare il 50° anniversario della fine della Guerra del Pacifico. La dichiarazione include tre punti principali: il riconoscimento da parte del Giappone di avere attuato una politica coloniale aggressiva contro i suoi vicini asiatici, causandone enormi perdite ed esprimendo “pentimento sincero” per i crimini ammessi. Il “revisionismo storico” di Abe, allontanandosi dalle disposizioni della “Dichiarazione di Murayama”, s’era manifesto già nel 2006-2007, durante il suo primo premierato Tuttavia, all’avvicinarsi dell’anniversario della fine della guerra del Pacifico, il “valore” della valutazione del Giappone sulla partecipazione a tale massacro spinse il governo a decidere, nel febbraio 2015, ad istituire una commissione speciale di eminenti esperti per formulare raccomandazioni sui futuri discorsi pubblici del premier sul tema. Il Comitato aveva preparato una relazione finale pubblicata una settimana prima del discorso di Abe. Il titolo del documento è una meraviglia di per sé (“Rapporto del Gruppo dei consulenti sulla storia del 20° secolo e il ruolo del Giappone in esso così come nell’ordine mondiale del 21° secolo“. A quanto pare, il titolo non riusce a riflettere le accese passioni politiche di sei mesi prima. Allora, cosa conclude? In che modo il Comitato risponde alle esigenze politiche dei vicini del Giappone, che chiedono che le disposizioni di base della “dichiarazione Murayama” siano confermate? Ma il titolo della relazione non ha la minima allusione al problema, percepito da Cina e Corea del Sud come cruciale.

Tags:

L’alleanza russo-cinese cambierà il mondo

by Fabio Sipolino 3. settembre 2015 15:45

Il viaggio di Vladimir Putin a Pechino per celebrare il 70° anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale sarà la sua 14.ma visita in Cina. Le relazioni tra i due Paesi sono costantemente migliorate nei 15 anni di governo di Putin, ma negli ultimi due anni la convergenza delle nostre nazioni diventa un importante evento geopolitico. La storia dei nostri due Paesi li vuole garanti della pace in Eurasia e quindi nel mondo. Data la storia, russi e han s’incontrarono nel vasto spazio eurasiatico non molto tempo fa. I cinesi, il popolo più antico ad aver conservato la sovranità, cominciarono ad entrare in contatto con la Russia in un momento difficile per la civiltà han. Fatta eccezione per un breve periodo in cui furono sotto un unico Stato (alla fine del 13° secolo russi e cinesi erano soggetti a ciò che si chiamava governo mongolo, l’Orda, poi impero yuan), i primi contatti si ebbero solo quattro secoli dopo quando la Russia iniziò la conquista della Siberia. Il primo trattato fu firmato 325 anni fa, e più o meno regolari contatti iniziarono dopo la visita a Pechino di una missione spirituale russa, nel 1712. All’epoca la Russia si era già notevolmente sviluppata verso est, senza però arrivare all’Oceano Pacifico, e i nostri Paesi divennero confinanti. Tuttavia solo i confini dell’impero, dove generalmente non vivevano i rappresentanti della nazione, erano in contatto. Ma questo non fu il principale ostacolo al riavvicinamento reciproco, non più del carattere chiuso ed autosufficiente dello Stato cinese. C’erano due ragioni soggettive legate alle peculiarità dello sviluppo dei nostri Paesi. Una era il fatto che all’epoca l’attenzione del potere russo si concentrava sui confini occidentali e meridionali del Paese. La parte orientale del Paese, distante e non sviluppata, era veramente di difficile accesso e quindi la scelta a favore dell’europeizzazione del Paese di Pietro il Grande fu decisiva. La seconda ragione fu che la Cina si avvicinava al periodo di crisi della sua storia. Dalla fine del 18° secolo, la Cina cominciava ad indebolirsi, e la sua ricchezza era ambita dall’occidente, che già spadroneggiava e sottometteva quasi tutto il mondo. Nel 19° secolo la Cina fu costretta ad aprirsi forzatamente a commercio e sfruttamento anche diffondendo l’oppio tra la popolazione. I principali “esploratori” erano naturalmente inglesi, ma altri Paesi occidentali non si fecero pregare per avere la loro parte. Fu l’inizio di un secolo di umiliazione nazionale e caos. La Cina perse il controllo sul commercio, il potere s’indebolì ed iniziarono disordini interni e ribellioni. La Russia nel 19° secolo si estese fino alle coste del Pacifico, firmando con la Cina lo stesso tipo di trattati ineguali dei Paesi occidentali. Prendemmo il Primorie (già nota come Manciuria esterna), che però era praticamente disabitato e era piuttosto visto come territorio vassallo della Cina che parte dell’impero, allora “affittammo” un certo numero di città in Manciuria sul cui territorio iniziammo a costruire la ferrovia da Vladivostok alla base navale di Port Arthur ricevuta in concessione dai cinesi. Nel 1900, quando in Cina esplose la rivolta contro gli stranieri, truppe russe nell’ambito di una coalizione di potenze occidentali presero Pechino. Sembrava che la Cina divenisse definitivamente un’enorme semi-colonia di occidente e Russia. In effetti, se la Russia entrò in Cina, vedendovi i Paesi occidentali dominare, non era tanto per la paura di essere in ritardo quanto dal desiderio di creare un contrappeso alla presenza geopolitica e militare degli europei sulle frontiere orientali. Ma presto tutto cambiò. Dopo la rivoluzione bolscevica, la Russia iniziò ad avvicinarsi alla Cina immersa da 30 anni in una serie di guerre civili e di disordini. Le idee di uguaglianza sociale e l’antimperialismo dell’Unione Sovietica ne fecero un Paese attraente per i cinesi, ideologicamente e geopoliticamente. In primo luogo, il nazionalista Kuomintang di Sun Yat-sen e il Partito comunista di Mao Zedong, che combatté il successore Chiang Kai-shek, ritenevano Mosca un importante alleata. Inoltre, la Russia fornì assistenza militare alla Cina, non per la guerra civile ma per proteggerne la sovranità. Infatti nel 1931 oltre alla guerra civile la Cina fu colpita da un aggressore estero. Il Giappone invase e annesse il nord-est del Paese formando lo Stato vassallo del Manchukuo guidato dall’ex-imperatore cinese. La guerra civile, tuttavia, continuò e si fermò solo nel 1937, ma nello stesso anno i giapponesi penetrarono in profondità in Cina prendendo Pechino. L’URSS portò il suo aiuto nella guerra contro i giapponesi di Kuomintang e Partito comunista, ma i cinesi non riuscirono a sconfiggere i samurai. Dopo l’entrata in guerra dell’URSS e l’offensiva del nostro esercito in Manciuria, il Giappone si arrese e la Cina fu liberata. Anche se nel nuovo ordine mondiale fondato dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Cina fu riconosciuta grande potenza e divenne uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Paese non uscì dal periodo del caos, la guerra civile riprese fino alla vittoria del Partito Comunista quattro anni dopo. L’URSS in quel periodo aiutò i comunisti, ma in segreto perché doveva mantenere i rapporti con le autorità che anche se erano apertamente filo-occidentali, ci permisero di affittare nuovamente la base navale di Port Arthur e le Ferrovie Orientali Cinesi. La vittoria del PCC fu la svolta nella storia cinese e dei rapporti di forza nel mondo.

Tags:

Anarchia

by Fabio Sipolino 3. settembre 2015 15:44

Tags:

Avv Marco Mori e Ing. Fabio Sipolino

by Fabio Sipolino 2. settembre 2015 08:34

Tags:

Putin, intervista a TASS e Xinhua

by Fabio Sipolino 2. settembre 2015 08:29

Domanda: Quest’anno segna i 70 anni dalla vittoria sul nazismo nella seconda guerra mondiale. Suo padre e il padre del presidente cinese Xi Jinping combatterono in quella guerra. I suoi ricordi della guerra sono ricordi personali, familiari e di tutta la nazione. Dopo la visita a Mosca, a primavera, di Xi Jinping per partecipare alle manifestazioni per commemorare il 70° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, Lei visiterà Pechino per partecipare alla grande parata militare per celebrare la vittoria nella guerra di resistenza contro gli invasori giapponesi. Cosa pensa dell’importanza nel commemorare oggi la vittoria nella seconda guerra mondiale e quegli eventi storici? Qual è la sua valutazione del contributo della guerra di resistenza del popolo cinese contro gli invasori giapponesi alla vittoria finale contro il nazismo?
Presidente della Russia Vladimir Putin: Vero, per la Russia e la Cina questo anniversario della vittoria ha un significato speciale. L’Unione Sovietica l’ottenne attraverso enormi sacrifici. Il popolo cinese ha anche sopportato grandi perdite. Non dimenticheremo mai l’eroismo, il coraggio e la forza spirituale della generazione dei vincitori. Per sempre ricorderemo i caduti e onoreremo i veterani. I nostri due Paesi erano alleati nella lotta contro il nazismo e il militarismo giapponese e sostennero il peso dell’aggressione, e non solo resistettero in questa battaglia, ma la vinsero liberando i popoli schiavizzati e portando la pace sul pianeta. Il sostegno reciproco tra il popolo sovietico e il popolo cinese in quegli anni di prova, nella nostra memoria storica comune è la solida base delle relazioni attuali tra Russia e Cina. Oggi, in Europa e in Asia assistiamo a tentativi di falsificare la storia della seconda guerra mondiale, di promuovere interpretazioni libere e distorte degli eventi senza basi sui fatti, in particolare gli eventi prebellici e il dopoguerra. Gli sforzi di certi Paesi nel glorificare e scagionare i criminali di guerra e i loro scagnozzi sono una beffa scandalosa dei processi di Norimberga e Tokyo. Un insulto totale alla memoria di milioni di persone cadute in guerra. L’obiettivo di tali speculazioni storiche è evidente: utilizzarle in oscuri giochi geopolitici per scatenare faide tra Paesi e popoli. Russia e Cina hanno opinioni simili su cause, storia e risultati della seconda guerra mondiale. Per i nostri popoli la sua memoria e le sue lezioni sono sacre. Questo tragico passato è un appello alla nostra comune responsabilità per le sorti del mondo, per la comprensione delle terribili conseguenze cui un’ideologia distruttiva esclusivista e permissivista potrebbe comportare. Queste sono le idee su cui nazismo e militarismo prosperarono. E’ nostro dovere impedirne la rinascita e la diffusione. Pertanto, è estremamente importante che i nostri due Paesi siano uniti nella lotta per preservare ulteriormente la verità storica e ampliare la nostra vittoria comune. Le nostre celebrazioni congiunte del 70° anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale illustrano chiaramente questo nostro impegno.

Tags:

Il Maglev della Cina

by Fabio Sipolino 31. agosto 2015 10:37

Invece d’importare tecnologia Maglev dalla Siemens in Germania, gli ingegneri cinesi hanno studiato attentamente le caratteristiche progettuali del modello comprato per l’aeroporto di Shanghai creandone una propria versione migliorata. Il mese scorso l’enorme azienda ferroviaria cinese CRRC Corp. all’Istituto Zhuzhou nella provincia di Hunan annunciava il riuscito test di un avanzato sistema di trazione magnetica permanente sincronico Maglev che farà i treni ad alta velocità ultraveloci, a 500 chilometri all’ora. Si avvale di un nuovo sistema di trazione avanzato più leggero e più potente del sistema Transrapid della Siemens o di altri. Ding Rongjun, a capo dell’istituto ha detto che la CRRC inizierà la produzione di serie del treno Maglev. L’Istituto Zhuzhou perfeziona il proprio sistema Maglev dal 2003. Si pensa che inizierà a dotare i treni del nuovo sistema di trazione tra tre anni. E’ testato con successo su una linea della metropolitana di Shenyang dal 2011. Sarà un forte sviluppo, ma i progetti ferroviari cinesi già in corso sono letteralmente impressionanti.

Tags:

La Cina collega L' Eurasia

by Fabio Sipolino 31. agosto 2015 10:34

La Cina è diventata il principale produttore mondiale di ferrovie moderne, nell’ambito della strategia a lungo termine per saldare il nuovo spazio economico, costruendo mercati completamente nuovi laddove prima non esistevano. Ha studiato i responsabili ferroviari europei, le ferrovie tedesche ad alta velocità ICE, ingaggiato Siemens e un consorzio tedesco per costruire il primo treno a levitazione magnetica (maglev) al mondo collegando il centro dei congressi internazionali di Shanghai al nuovo aeroporto internazionale, alla velocità di 300- 400 km all’ora. Ora lavora su un nuovo concetto di ferrovia veloce mentre negozia con 28 Paesi per costruire linee ferroviarie convenzionali ad alta velocità. La Cina è il leader nelle ferrovie che cambia il mondo come lo conosciamo. Mi trasferì in Germania a metà degli anni ’80 da New York per lavorare come giornalista. A quei tempi c’erano studi tecnologici all’avanguardia sviluppati con il sostegno finanziario del governo tedesco. Uno di essi fu chiamato sistema ferroviario a levitazione magnetica o Maglev. Feci un giro di prova sul Maglev sperimentale a Emsland, nel nord della Germania, un’esperienza impressionante. C’era grande ottimismo che la Germania potesse essere leader mondiale nell’esportazione del Maglev, concetto che si affermò essere di gran lunga superiore al rivale giapponese. Crescita dei costi e lotte burocratiche nelle Ferrovie dello Stato tedesche tra la piccola lobby Maglev e quella tradizionale ad alta velocità istituita dall’ICE, fecero morire lentamente il nuovo promettente progetto ferroviario tedesco. Piani concreti per costruire il primo collegamento Maglev tra Amburgo e Berlino, dopo l’unificazione tedesca, morì per mano burocratica, come anche l’intenzione di costruire un collegamento Maglev tra Monaco e il suo nuovo aeroporto internazionale. Maglev in Germania finì nella pattumiera mentre la globalizzazione premeva sulle economie europee con la logica spietata della produzione all’estero del “comprare a buon mercato, vendere a caro prezzo” legata alla nozione di Wall Street che “dividere azioni” sia l’unica ragione d’esistere delle aziende. Il mondo dei Gordon Gekko di Wall Street avvelenò gradualmente la Germania e il Maglev morì. Treni ICE tedeschi sono ampiamente usati e sono in generale confortevoli, ma l’industria tedesca non è più il centro dell’innovazione dei trasporti. Questo ruolo è ora della Cina.

Tags:

La Comunità del Destino : BRICS

by Fabio Sipolino 31. agosto 2015 07:31

Tags:

Sovranità = Anarchia ?

by Fabio Sipolino 15. dicembre 2014 12:47
Perché le vere definizioni delle parole anarchia e violenza ci aiutano ad essere sovrani di noi stessi e a difenderci dai dominatori e dai predatori-psicopatici.

Dedicato ai miei fratelli e alle mie sorelle Esseri Umani Sovrani Custodi del Creato.

Quando un piccolo gruppo, specialmente un piccolo gruppo di predatori puri, vuole dominare l'intera umanità deve utilizzare varie strategie, la più importante delle quali è quella di insinuare nelle menti un'ingannevole visione del mondo studiata bene a tavolino, costruita ad hoc per il solo loro beneficio.

Ai predatori-psicopatici puri, protagonisti della classe dominante, si aggregano "a grappolo" gli psicopatici secondari, ossia quelli che si atteggiano come predatori puri, ma che in verità non lo sono e che diventano gli esecutori diretti della distorta visione del mondo dei loro padroni. 

C'è una grande differenza tra predatori puri e predatori secondari. I predatori puri sono circa il 3-4% della popolazione e quelli secondari sono circa il 18%. Quelli puri, almeno fino ad oggi, lo sono dalla nascita e non possono essere recuperati in alcun modo; nascono e muoiono predatori. 

Quelli secondari invece hanno ancora "l'hard drive umano empatico", che permette loro di avere dei sentimenti, anche se momentaneamente fuori uso; potrebbero quindi, sempre che volessero, "guarire".

Identificarli e distinguerli l'uno dall'altro è molto importante al fine di stabilire come meglio comportarsi  con loro. I predatori secondari possono essere aiutati, i predatori puri assolutamente no, a meno che in un futuro prossimo ci venga incontro la tecnologia associata alla presa di coscienza.

Già due anni fa infatti il MIT (Massachusetts Institute of Technology) era riuscito a isolare l'empatia nel cervello usando campi elettromagnetici, e sviluppando per uso militare elmetti che permettano di uccidere senza  scrupoli  come è possibile ai predatori puri. 

Se potesse essere utilizzata la stessa tecnologia per attivare l'empatia potrebbero esserci allora delle possibilità di recupero per i predatori puri.  

Senza consapevolezza e presa di coscienza la tecnologia porta ad esserne schiavi e da essa condizionati; mai da sola la tecnologia ci aiuta a migliorare realmente...

Insieme alla paura l'arma più potente che hanno i suddetti dominatori è proprio un' ingannevole visione del mondo costruita grazie a falsi ideologici (quali il darwinismo sociale e il relativismo morale), a scienziati corrotti (un giorno il caffè fa bene, il giorno dopo invece fa male), a religioni che manipolano le menti (il concetto salvifico paralizzante cristiano o il siamo tutti buoni dei new age) etc...

Uno degli esempi eclatanti di tale ingannevole visione del mondo è il "religioso autoritarismo", ossia l'accettare (senza termini e condizioni, senza farsi domande, con totale e cieca fede) che alcuni individui reclamino e rivendichino in vari modi la loro autorità sugli altri: i governi con le loro leggi e le loro forze dell'ordine, lo stato con le sue tasse, le banche con il loro sistema monetario (che supera di gran lunga qualsiasi strozzino su questo pianeta), i capi religiosi con i loro diktat e con le loro continue oblazioni per guadagnarsi il paradiso.

In natura questo non esiste. Nessun albero rivendica la sua autorità sull'ombra che offre al passante che cerca riposo o nessun leone va dagli altri animali e chiede il dazio per permettere loro di continuare a rimanere vivi.

A differenza dell'albero e del leone l'essere umano, avendo il linguaggio, è capace di creare ed esprimere concetti. E' proprio questo il punto. I concetti non sono rigidi o fissi come le leggi della natura. 

Perché allora rimanere ancorati ad alcuni di essi? Perché non n'esplorarne altri? Perché accettare senza termini e condizioni un punto di vista del mondo piramidale costruito da pochi per il privilegio di pochi ai danni di molti? 

Vi siete mai chiesti se sia giusto che alcuni individui rivendichino il loro potere sugli altri con giustificazioni più o meno razionali?

In natura non esiste l'autoritarismo, tra gli uomini esiste invece la rivendicazione dell'avere tale potere sugli altri e considerare un "giusto" diritto (acquisito o meno) esercitarlo. Non è così. L'unica autorità legittima nell'universo è quella derivante dai suoi limiti e dalle sue condizioni:  le leggi naturali. 

Non le leggi naturali conseguenti al falso ideologico del perverso darwinismo sociale, la legge del cosi detto più forte; infatti non si è mai visto un leone o un lupo predare all'interno della propria specie e/o proclamarsi "re degli animali". Nella realtà naturale quindi non esiste l'autorità in quanto tale. 

Perché quindi si accetta l'autorità?

La si accetta perché viene imposta con tecniche psicotroniche (provocando esaltazione e depressione con l'uso dei media, imponendo caldo, freddo ed emissioni elettromagnetiche provocanti disagio morale e dolore fisico) con l'uso improprio e distorto del sesso quale mezzo per degradare l'individuo e con l'eliminazione dell'identità dell'individuo.

La si accetta perché si continua a subire un ingannevole visione del mondo con gli uomini suddivisi in padroni e schiavi. Padroni proprietari di schiavi e schiavi proprietà dei padroni. 

Le parole vengono confuse, alterate e distorte dando loro significati alterati. Andrebbero sempre ricondotte al loro vero significato studiandone l'etimologia. In questo la parola Anarchia ci viene in aiuto; proviene da due radici greche:

1) A o an che significa la negazione di, l'assenza di o la mancanza di (es. apatia=assenza di sentimenti)

2) Archia viene da Arconte che nella Grecia antica era il magistrato supremo che governava o il governante.

Quindi Anarchia significa semplicemente l'assenza di arconti-governanti e di padroni proprietari di schiavi e quindi la negazione dell'esistenza di padroni e schiavi.

Chi abbraccia una visione del mondo in cui non esiste dominatore e dominato e padrone e schiavo è per definizione un anarchico. Non ci sono vie di mezzo: o si accetta un mondo di carnefici e vittime, di dominatori e dominati, di padroni e schiavi o si ha una visione del mondo che neghi tutto questo.

I "padroni" volendo continuare a dominare hanno associato la parola anarchia al caos, spacciando l'accettazione della schiavitù e l'essere proprietà di un padrone come necessità per evitare il caos. 

La parola anarchia non ha nulla a che fare con il caos anzi è vero il contrario; solo quando ci sono individui che impongono la loro autorità con violenza su altri c'è il caos, non quando la società è composta da individui sovrani senza padroni e senza schiavi nel rispetto di ciascuno. 

Solo quando c'è la vera libertà di esistere in un mondo senza padroni e senza schiavi c'è l'ordine e non il caos. Se ci si considera sovrani e si comprende (consapevolmente o inconsapevolmente) di non essere schiavi si è liberi e "anarchici" nella corretta accezione. 

E' importante distinguere la differenza tra forza e violenza: solo quando effettivamente si comprende cosa significhi "violenza" si può realizzare la differenza tra avere un diritto o non averlo.

Forza e violenza sono infatti diametralmente opposte.

La forza è un diritto che ci appartiene e rimane sempre un diritto. E' capacità ed energia da cui scaturisce  il nostro modificare la realtà. Costruire, pulire o spostarsi sono parte del concetto di forza che viene applicata quotidianamente in armonia con le leggi naturali e senza violare i diritti degli altri.

Quando si usa la forza in maniera coercitiva contro la libertà degli altri e la si usa contro un essere pacifico e tranquillo, disturbando, danneggiando, privando di sicurezza e serenità, giungendo perfino all'estremo limite dell'omicidio o dell'induzione al suicidio non è più forza, ma violenza.

La violenza non è mai un diritto e viene dalla parola violare ossia introdursi in uno spazio che non è proprio mettendo a rischio la sicurezza e la serenità altrui, è l'uso immorale e coercitivo del potere fisico e non solo contro gli altri.

Nell'ideologia dell'aggressione, nel mondo dei padroni e degli schiavi, la violenza è la regola e prevaricare è la normalità. Violenza è imporre leggi che non considerano l'Essere Umano. Violenza è salvare le banche (sono comunque imprese private, quindi con scelta di rischio) a scapito degli Esseri Umani. 

Violenza è richiedere continuamente  tasse e interessi stratosferici, considerare l'Essere Umano solo come un consumatore; non occuparsi in alcun modo delle necessità della popolazione etc...questa è violenza!

L'"arcontista" (l'opposto dell'"anarchico") è chi vuole un mondo a beneficio e a privilegio di pochi, con la visione di una società fatta di violenza, di padroni e schiavi, di carnefici e vittime, di parassiti e parassitati. 

Chi vuole  invece un mondo di individui "sovrani" senza violenza e senza padroni, a beneficio e nel rispetto di tutti: Esseri Umani, animali, la natura, il pianeta, può essere chiamato "anarchico".

Vi siete mai chiesti quale sia l'obbiettivo principale dell'educazione scolastica? E' quello di condizionare e di fare accettare un mondo fatto di padroni e schiavi e trasformare tutti in "arcontisti" che continuino a sostenere l'ingannevole e limitante pensiero unico dell'autoritarismo in tutti gli aspetti della nostra società.


Sandro di Gaia 


http://movimentosovrano.blogspot.it/2013/08/sovranita-anarchia.html

Tags: ,

Genoma Political Polis

by Fabio Sipolino 14. dicembre 2014 16:02

Genoma Political Polis

GENE 1: Political Polis vuole Creare un Network Collaborativo Sociale basato sulla filosofia WIKI e sulla Teoria dellla Collective Intelligence .

GENE 2: Ogni Membro può inserire Post, Commenti, Foto, Video di qualunque tipo a seconda di quelle che sono le sue idee del Mondo.

GENE 3: Ogni Membro potrebbe dare contributo al Network inserendo altri Contatti

GENE 4: Ogni Partner dovrebbe creare un Oggetto Political Polis indicizzato per Stato, Regione , Città

GENE 5: Political Polis è un Strumento di Mass Collaboration con la finalità di diminuire o annullare le distanze tra gli "Eletti" e il Popolo

GENE 6: All' interno del Genoma i GENI non possono essere modificati ma solo aggiunti, se 2 GENI sono in contraddizione ha valore il più elevato

GENE 7: Political Polis è un Network di tutti , appartiene alla Rete , ogni Partner può utilizzazrlo per i propri scopi (qualunque essi siano); l' unico compito è quello di incrementare il numero degli iscritti, tutto il resto sarà deciso dall' unico proprietario: l' Intelligenza Collettiva

GENE 8: Qualunque iscritto che interviene nel Network in qualunque maniera verrà immediatamente reso Amministratore (Teoria della connessione larga o Mass Collaboration)

GENE 9: Chi spamma senza senso all' interno del Network Political Polis verrà allontanato. A insindacabile giudizio dell' intelligenza collettiva

GENE 10: Nella Political Polis le strutture politico-piramidali non hanno più alcun senso di esistere . Ma solo: Internet , la Collective Intelligence e i Facilitatori Sociali

GENE 11: i Prosumer (iscritti al Gruppo) possono inserire qualunque Post e qualunque Commento (usando Buon Senso), occorre precisare che chi inserisce informazioni non corrette questo non è un fatto negativo bensì positivo.
Inserire informazioni non corrette perchè dettate da poca competenza è un fatto positivo perchè genera la Collisione (Teoria della Collisione Multipla). Al contrario invece chi inserisce informazioni non corrette per fare disinformazione verrà eliminato: a giudizio insindacabile dell' Intelligenza Collettiva

GENE 12: Nella Political Polis (in passato era la politica) il Locale come il Globale , con l' avvento del Web 2.0, non hanno più senso di esistere ma saranno rimpiazzati dal concetto di Glocal : le politiche locali possono essere ottimizzate e uniformate tramite la collisione del Globale e il Globale può nascere dalla collaborazione del Locale

GENE 13: Uno degli aspetti centrali della Collective Intelligence è il monitoraggio : nelle strutture Open non esiste. L'unico controllo possibile rimane la Mass Collaboration, certo che i profili che non hanno foto sono considerati sospetti. A giudizio insindacabile dell' Intelligenza Collettiva

GENE 14: Cosa fare? 
Informare: - Puoi condividere gli articoli, i video, i materiali e gli eventi di Political Polis (blog, forum, siti web, facebook, twitter, ecc...)
- Puoi organizzare incontri tematici, conferenze, presentazioni del progetto di Political Polis, contattando poliscorporation@gmail.com 
- Puoi organizzare serate con amici/conoscenti curiosi di conoscere Political Polis in modo informale, scrivendoci a poliscorporation@gmail.com.
Contribuire: Puoi contribuire con una donazione per aiutarci a organizzare sempre più eventi ed iniziative. Trovi tutte le informazioni chiamando Ing. Fabio Sipolino (Cell.: 3456990317 , Skype: fabio.sipolino1).
Collaborare: Puoi collaborare con Political Polis, contattando il tuo referente regionale, per volantinaggi, tavoli di raccolta firme, iniziative di sensibilizzazione. Trovi tutte le informazioni chiamando Ing. Fabio Sipolino (Cell.: 3456990317 , Skype: fabio.sipolino1).
Aderire: Puoi aderire e partecipare alle attività di Political Polis, in base al tuo tempo disponibile. Il costo per l'adesione annuale è 25 euro. Per glistudenti e per i redditi individuali inferiori ai 1500 euro mesili, l'adesione annuale è di soli 15 euro.

GENE 15: Differenza tra operazioni di POP e di PUSH: nella Collective Intelligence operazione di POP vuole dire raccogliere le esigenze, operazione di PUSH vuol dire proporre delle soluzioni.

GENE 16: Nel Gruppo Political Polis 3 tutti verranno resi amministratori (Primo grado di libertà), in Political Polis 2 tutti i membri possono postare e commentare (Secondo grado di libertà), nel Gruppo Political Polis i membri possono solo commentare e solo gli amministratori possono postare (Terzo grado di libertà: l' amministratore rappresenta solo il portavoce della democrazia diretta). A insindacabile giudizio dell' Intelligenza Collettiva

GENE 17: i Post inseriti in Political Polis verranno classificati con 4 tonalità: Tonalità 1 (Blu) sono Post di estrema importanza che centrano il nocciolo delle questioni; Tonalità 2 (Gialla) sono Post di routine, di cronaca; Tonalità 3 (Verde) sono Post di importanza secondaria che servono al cortiletto del Potere, sono post di gatekeeping che servono a distogliere l' attenzione sulle tematiche importanti portando l' attenzione su binari morti, ; Tonalità 4 (Rosso) sono post di disinformazione che servono a creare confusione

GENE 18: con questo Gene si introduce il concetto di Tematica Temporizzata: si tratteranno tematiche a tempo dove si potrà postare e commentare solo relativamente alla tematica temporizzata. Sulle verticalizzazioni regionali invece decideranno i referenti

GENE 19: il Genoma di Political Polis non ha Copyright, anzi sarebbe intelligente divulgarlo e migliorarlo

GENE 20: i Video fatti per Political Polis col metodo dell' Intervista multipla servono a riprendere la spontaneità del Momento (e vengono fatti con fratellanza e senza scendere nella dialettica falsa del dibattito), insomma ogni video rappresenta un tassello di un puzzle che si andrà a configurare in maniera misteriosa.

GENE 21: Sistema che si autosostiene, produrre per vivere non per competere

GENE 22: il Metodo del Video sul Video permette di fare il matching di diverse opinioni e fare la collisione. Cambiando il Facilitator è possibile aumentare la densità di verità

GENE 23: Political Polis è una Think Tank che applica la Teoria della Collective Intelligence al Sociale. In tale ottica copia, trasforma e integra le idee di tutti i movimenti, partiti e singoli individui secondo l' insindacabile giudizio dell' Intelligenza Terza: L' Intelligenza Collettiva

GENE 24: Political Polis è una Struttura di Collective Intelligence e non fa alcuna distinzione tra Sinistra, Centro e Destra; non fa alcuna distinzione tra le varie Organizzazioni bensì considera solamente il Messaggio Intelligente dell' Individuo 

GENE 25: il Messaggio Intelligente dell' Individuo è il Verbo (inteso come Vibrazione) di cui ogni Uomo è Portatore indistintamente. Il Messaggio si manifesta poi con la Comunicazione: la Collective Intelligence oggi permette di fare il Matching tra le varie Posizioni prese dai singoli individui. Il risultato del Matching è una prerogativa dell' Intelligenza Collettiva. La soluzione finale (Decision Making) sarà il giudizio insindacabile dell' Intelligenza Collettiva (che oggi ha permesso per la prima volta nella Storia dell' Uomo la Saggezza della Folla )

GENE 26: Political Polis non giudica le varie affermazioni o i vari avvenimenti ma porta a conoscenza. Sarà l' Insindacabile Giudizio dell' Intelligenza Collettiva a decretare tramite la Mass Collaboration. Political Polis non giudica

GENE 27: Conoscenza, Coscienza, Consapevolezza, Comprensione, Comunicare, Sensazione, Sentimento, Pensiero, Unione, Aggregazione, Fratellanza: questi sono alcuni Tag di Political Polis

GENE 28: PROMUOVERE LE RELAZIONI SOCIALIi, i valori dell'amicizia e della collaborazione tra individui, che sono alla base di ogni sistema sociale etico che persegua effettive pari opportunità tra individui di diversa etnia, età, sesso, religione, ecc.. Gli amici, i vicini di casa, gli abitanti del quartiere, sono individui con cui collaborare, in quanto il benessere cui noi miriamo dipende da circostanze e luoghi che sono BENI COMUNI, e se non ci impegnamo tutti per valorizzarli e promuoverli, nessuno dei deboli sarà mai in grado di vivere nel benesse, ma sarem sempre tutti divisi e vittime dei potenti. 

GENE 29: l' INDIPENDENZA ALIMENTARE, se non completa quantomeno parziale, e cioè da un lato offre il risparmio economico, dall'altro la giusta valorizzazione del prodotto alimentare genuino, in contrasto con i cibi malsani e ormai tossici che ogni giorno compriamo nei grandi supermercati, perchè disinformati sui metodi di produzione alimentate o perchè costretti a rivolgerci ai grandi supermercati in quanto li apparentemente rispermiamo (potremo almeno fare la spesa con un Gruppo d' Acquisto Solidale, e risparmiare ancor di più)

GENE 30: OBIETTIVO GENERALE: Sviluppare un’intesa e una cooperazione sempre più ampia fra movimenti con contenuti simili verso il beneficio collettivo, al fine di condividere, promuovere e diffondere i principi e le soluzioni più efficienti, costruttive ed etiche. 

GENE 31: COSTRUTTIVITA’: Orientare il pensiero a favore della creazione di alternative migliori, e non limitarsi alla critica passiva o all’essere “contro”. Ad ogni problema o sfogo sollevato facciamo proporre, nella maniera più semplice possibile, anche una soluzione d’insieme volta a costruire dei modelli migliori rispetto a quelli che si criticano. 

GENE 32: FORZA: Si affrontano temi e soluzioni diffondendone i principi più basilari possibili, in maniera che siano condivisibili ed utilizzabili da persone legate a dottrine, partiti ed ideologie più disparate. Infatti, si evita di focalizzare il nocciolo del discorso sulle singole personalità, su specifiche organizzazioni, ideologie, religioni o partiti politici. Smettiamo di dividerci in buoni e cattivi e impegniamoci per sviluppare dei metodi di lavoro che aiutino a cooperare nella diversità. 

GENE 33: DIFFUSIONE: Si pone il proposito di mantenere un ambiente propositivo, costruttivo, fertile al cambiamento ed alla presa di coscienza cercando di promuovere e sviluppare delle soluzioni d’insieme basate sulla filosofia “win to win” (miglioramenti utili a tutti dove non ci sono vinti) che riducono sensibilmente gli abituali ostacoli alla diffusione di una soluzione. Non stimoliamo quindi la violenza, né l’offesa e nemmeno la provocazione, che facilitano invece la chiusura e frenano l’apprendimento e soprattutto una cooperazione di ampio respiro. 

GENE 34: INIZIATIVA: Bisogna agire, non solo suggerire. Incoraggiamo una partecipazione dei singoli sempre più attiva e diretta alle soluzioni dei problemi comuni contribuendo all’evoluzione della rete, dell’Intelligenza Collettiva e degli strumenti che permettono lo sviluppo della E-Democracy.

GENE 35: EDUCARE ALLA DEMOCRAZIA DIRETTA: Il Network promuove la democrazia diretta e partecipata dove i cittadini possano decidere quali forme devono avere le istituzioni e in che modo essi stessi vogliano governare o anche quanto e cosa vogliano delegare, a chi e per quanto tempo. Promuove un sistema democratico trasparente e monitorato dal basso dove si possa Scegliere i candidati, proporre nuove leggi o modificarne di esistenti. Il Network vuole portare i cittadini nel processo decisionale delle scelte collettive incoraggiando una partecipazione

GENE 36: EDUCARE AI MEDIA: In un mondo in cui il controllo dell’informazione è una fonte di potere incommensurabile, dove i mass media si accaparrano sempre di più la funzione di “educatori della società”, impegnarsi nel facilitare a tutti l’acquisizione di una maggiore consapevolezza individuale e sociale rispetto ad una corretta interpretazione del funzionamento dei media e dei loro messaggi, diviene non già solo un compito importante da svolgere, ma una vera e propria necessità da soddisfare. Il Network si propone di sensibilizzare la popolazione verso il principio che le strutture mediatiche e della comunicazione siano un valore sociale fondamentale. Ad esigere, quindi, che abbiano anche una funzione etica ed educativa, dove la visibilità non sia mai a scapito del benessere sociale e favorendo lo sviluppo di un ambiente fertile ad una naturale evoluzione collettiva che sia sempre più orientata alla creazione di scelte consapevoli.

GENE 37: EDUCARE AD UNA SOCIETA' SOSTENIBILE: Il Network si pone come obiettivo generale quello di favorire la crescita della consapevolezza sia a livello individuale che a livello sociale. Il Network promuove lo sviluppo di una società empatica con un sistema di valori sostenibile favorendo consapevolezze, modelli di pensiero e comportamenti che siano benefici sia a livello individuale che a livello collettivo (Open Source). 

GENE 38: CONDIVIDERE LE RISORSE SENZA UNIFORMARE GLI INDIVIDUI: Un punto cardine del movimento è quello di promuovere l’apprendimento e la cooperazione garantendo un ambiente che tuteli le diversità. Il Network si propone di riuscire, partendo dalle basi, a sommare le energie di tutte le diverse persone che sentono una stessa necessità e organizzarle in maniera costruttiva verso la soluzione del problema condiviso. Le linee guida del Network, in controtendenza con le regole di base della maggior parte dei canali di diffusione e delle organizzazioni fortemente ideologizzate, hanno permesso, durante l’enorme espansione in questo primo anno di vita, lo svolgimento di attività socialmente utili in cooperazione fra persone molto diverse fra di loro. Per fare degli esempi, possiamo trovare persone di diversi partiti politici che agiscono insieme per sensibilizzare i cittadini verso un miglioramento della democrazia, oppure persone carnivore e persone vegetariane che lavorano insieme a favore di una causa animalista.

GENE 39: SVILUPPARE SISTEMI DOVE NON CI SONO VINTI: Political Polis si propone di promuovere e sviluppare dei metodi di lavoro basati sulla filosofia “win to win” come ad esempio creando dei network e “facendo rete”. La forza rivoluzionaria del fare rete rispetto alle altre forme di aggregazione sta nel fatto che ogni gruppo che partecipa ad un network mantiene la sua completa autonomia ed accresce il suo valore anche come singola persona o organizzazione. Il futuro sta nel liberare l'energia di ogni individuo e di ogni gruppo, e utilizzarla costruttivamente contribuendo al miglioramento sia individuale, sia della società vista nel suo insieme. Political Polis infatti, incoraggia le attività a vantaggio personale che producano, però, anche effetti positivi a livello collettivo. 

GENE 40: Creazione di Comunità Sovrane e Autonome in ogni Territorio e poi Federarsi a livello Nazionale

GENE 41: Spero che i grandi Blogger che fanno controinformazione seria abbiano il coraggio di unirsi tutti insieme per dare vita ad un TG nazionale della rete 
che dia peso voce e spessore all' informazione vera e non manipolata.

GENE 42: L’ unica vera rivoluzione culturale possibile 
è quella che nasce spontaneamente dal basso vesro l’ alto e non il contrario

GENE 43: Il mondo cambia, quando cambia l'individuo, credo che l'unica vera rivoluzione sarà quella interiore, ... poi ognuno userà quello che è.

GENE 44: Puoi pure non interessarti alla politica internazionale, ma la politica internazionale prima o poi si interesserà di te.
---------------------------------------------------------------------------------------------------

Genome Polis Political

GENE 1: Political Polis wants to create a Collaborative Social Network based on the philosophy and theory WIKI dellla Collective Intelligence.

GENE 2: Each member can enter Post Comments, Photos, Video of any type according to what are his views of the World.

GENE 3: Each member may make contributions to the Network by providing additional contacts

GENE 4: Each partner should create a Political Subject Polis indexed for State, Region, City

GENE 5: Polis is a Political Tool in Mass Collaboration with the aim to reduce or eliminate distances among the "Elect" and the People

GENE 6: All 'inside of the Genome Genes can not be changed but only added if they contradict GENES 2 has the highest value

GENE 7: Political Polis is a network of all, belongs to the network, each partner can utilizzazrlo for their own purposes (whatever that is) 's sole job is to increase the number of members, the rest will be decided by' single Owner: The 'Collective Intelligence

GENE 8: Any member who participates in the Network in any way will be made immediately Administrator (Theory of large connection or Mass Collaboration)

GENE 9: Who spams nonsense to 'Internal Political Network Polis will be removed. A final judgment of 'collective intelligence

GENE 10: The Polis Political Political-pyramidal structures no longer have any reason to exist. But only: Internet, Collective Intelligence and Social Facilitators

GENE 11: Prosumer (Group members) may enter any post, and any comment (using Common Sense), it should be noted that those who enter incorrect information that is not a negative but positive.
Insert incorrect information because dictated by little competence is a good thing because it generates the Collision (Collision Theory of Multiple). Quite the contrary those who enter incorrect information for misinformation to be corrected: The sole opinion of the 'Collective Intelligence

GENE 12: The Political Polis (in the past was the policy) as the Local Global, with the 'advent of Web 2.0, have no more reason to exist but will be replaced by the concept of Glocal: local policies can be optimized and standardized by the collision of the Global and the Global can be born from the collaboration of the Local

GENE 13: One of the central aspects of Collective Intelligence is monitoring: Open the structures there. The only control possible is the Mass Collaboration, to be sure that the profiles that have photos are not considered suspicious. A final judgment of 'Collective Intelligence

Tags:

Disuguaglianza Sociale

by Fabio Sipolino 14. dicembre 2014 06:51

social-europe.eu

grafici indicano chiaramente tutto quello che c'è da sapere sul reddito, sulla disuguaglianza e su COME SONO STATI DIVISI, almeno negli ultimi cinquant'anni, tutti i guadagni della crescita economica.

C'è poco da spiegare. 

 



Forse qualcuno ha già sentito parlare di recenti rapporti che dichiarano che la disuguaglianza globale è in diminuzione. Bene, questo è veramente un bell'esempio di come si riesce a esporre dei dati statistici in modo da far capire solo quello si vuole venga recepito dalla popolazione.

E' vero, la disuguaglianza tra un paese e l'altro è diminuita, ma i veri dati che dovrebbero essere commentati pubblicamente sono altri.  Sono quelli che spiegano che cosa sta accadendo alla disuguaglianza all'interno di ogni paese, in altre parole come si è evoluto il sistema della distribuzione della ricchezza nell'ambito di ogni singolo paese. Come funziona il sistema che è sotto il controllo diretto della politica, chi ci ha guadagnato e chi ha perso di più.

E se andiamo a guardare questo schema, non potremo far altro che sbattere la testa al muro, per l'incredulità o, forse, per la rabbia. 

A chi è andata quella parte di reddito che aumenta(va) ogni anno grazie alla crescita del reddito nazionale?

Questa è la risposta per quanto riguarda gli USA.

p1

 

Se a qualcuno venisse in mente qualche domanda o credesse che il grafico non possa essere reale, o ritenesse che ci sia qualcosa di fondamentalmente sbagliato in questa distribuzione, beh .... purtroppo questo non è un problema solo degli USA.

Ecco qui di seguito lo stesso grafico che riporta i dati della Svezia.

p2

 E' evidente che c'è qualcosa che non funziona sul serio!

grafici indicano chiaramente tutto quello che c'è da sapere sul reddito, sulla disuguaglianza e su chi è che si è preso almeno negli ultimi cinquant'anni tutti il guadagni della crescita economica. 

C'è poco da spiegare.

 

Fonte:http://www.social-europe.eu

Link: http://www.social-europe.eu/2014/09/look-one-graph-inequality-look/

29.12.2014

Il testo dell' articolo originale è stato rielaborato ed è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l'autore della traduzione Bosque Primario

 

Tags:

Il Trust come strumento di Schiavitù

by Fabio Sipolino 13. dicembre 2014 05:46

Il Trust come strumento di Schiavitù

In questo articolo andremo a raccontare come Il Potere inizio e continua a perpetrare ancora oggi la schiavitù sugli umani a loro insaputa. Andremo a vedere come la figura di Trust si modifica e si adegua secondo lo stato di consapevolezza della massa, ma fondamentalmente rimane sempre un Trust.

Anche se nel 1300 il Trust come figura giuridica ancora non esisteva, la Chiesa li propose in modo prettamente funzionale attraverso alcune Bolle Papali:




1302/ Bolla Papale di BONIFACIO VIII: ”Unam Sanctam Ecclesiam“
Con essa il papato si appropria, avocandoli alla sua tutela unica di tutti gli ESSERI UMANI DELLA TERRA, definiti “dispersi in mare” a seguito del il Diluvio e, amministrandoli di fatto, si pone egli stesso come intermediario tra il Primo Creatore e il Popolo della Terra. In altre parole Bonifacio VIII afferma:

“Siccome col Diluvio Universale, tutti gli esseri umani sono sott’acqua o, comunque dispersi in mare e, l’unico sopra le acque era Noè che, rappresenta l’Unica Santa Chiesa, chi gestirà tutti beni, mobili ed immobili che, emergeranno successivamente il ritiro delle acque? Siccome Noi, Chiesa Cattolica, siamo i DIRETTI RAPPRESENTANTI DI DIO, ci ARROGHIAMO IL DIRITTO di amministrare il tutto, fintanto che, l’uomo non torni per reclamare il suo DIRITTO”.

Unam Sanctam Ecclesiam

Questo comporta che la chiesa è l’unica che può concedere ai regnanti l’amministrazione dei territori conquistati. Potere temporale sottomesso al potere spirituale. Riassumendo il contenuto della bolla, si può dire che:
  1. - È affermata l’unità e l’unicità della Chiesa, al di fuori della quale non c’è salvezza; la Chiesa è un corpo mistico con un solo capo, Gesù Cristo;
  2. - È affermata la dottrina delle due spade: quella spirituale è usata dalla Chiesa stessa, quella temporale è concessa al regno;
  3. - Il potere temporale è subordinato a quello spirituale, così che il potere temporale è giudicato da quello spirituale;
  4. - È necessario, ai fini della salvezza, che ogni creatura sia sottomessa al papa.
Proviamo a riassumere il pensiero della Chiesa Cattolica ancora: “Tutto il mondo e, le Anime che lo abitano, sono Nostre, della Chiesa Cattolica. Siamo i Padroni del mondo” E lo sono davvero. Sai Perché? Perchè nessuno ha mai sfidato tale RIVENDICAZIONE, nessuno ha sfidato il contenuto della UNAM SANCTAM, questa Bolla Papale che, è ancora nei loro archivi.



1455/ Bolla Papale di Sisto IV: ” Romanus Pontifex “
Questo TRUST, nasce dall’esigenza di organizzare il patrimonio della Chiesa Cattolica, alla morte del Pontefice. Tramite l’emanazione della Bolla ROMANUS PONTIFEX, viene integrata e completata la precedente UNAM SANCTAM ECCLESIAE di Bonifacio VIII.
Romanus Pontifex

Grazie all’appoggio dato dal sovrano portoghese Alfonso ad una crociata contro i Turchi che avevano occupato Costantinopoli (1453), il papa riconosce al Re le conquiste fatte in terra africana, in Marocco (Ceuta, 1415) e lungo le coste del Golfo di Guinea. Inoltre il papa garantisce: il possesso dei mari adiacenti alle terre conquistate, il diritto esclusivo di commercio, pesca e navigazione, l’esenzione delle restrizioni imposte dalla Legge Canonica sul commercio con gli Infedeli e infine (e soprattutto) il diritto di organizzare tutta l’amministrazione ecclesiastica cristiana nei nuovi territori. Riassumendo il contenuto della bolla, si può dire che:
  1. - La Chiesa da l’amministrazione al Re delle terre colonizzate
  2. - La Chiesa da la potestà al Re di espropriar tutte le terre dei popoli al di fuori della Fede Cristiana come atto di Fede a DIO.


1481/ Bolla Papale di Nicoló V: ”Aeterni Regis Clementia“
Aeterni Regis Clementia

Questa bolla, stabilisce la spartizione delle terre, che si affacciano sull’Oceano Atlantico, tra Spagna e Portogallo. Da notare che, questo avviene 11 anni prima della spedizione di Cristoforo Colombo. Poco si differenzia dalla precedente ROMANUS PONTIFEX, in quanto il “bene” concesso ai Re non è più la terra, ma sono gli esseri umani che abitano quella terra, che da quel momento , quanto infedeli, vengono considerati incompetenti, incapaci e dunque soggetti ad amministrazione coatta. Attraverso questa bolla la Chiesa da la Patria Podestà degli essere viventi delle colonie al Re.


1666 Cestui que vie Act
E’ il perfezionamento in ambito legale Inglese delle Bolle Papali ante-citate, e il Primo Trust vero e proprio. Durante tutto il periodo delle crociate regiva la pratica della Mano Morta (indica una forma di possesso rigida come quella della mano di un morto che non lascia più la presa perché contratta dalla rigidità cadaverica). Questa pratica permetteva ai cavalieri andati in guerra di lasciare le loro proprietà ad un fiduciario, il quale non doveva tasse al Re. La parte complessa della Mano Morta è che non considera il fatto che alcuni guerrieri scomparivano, perdendosi ogni traccia sulla loro vita o morte.
Cestui que vie act

Questa caratteristica fu la causa della perdita di grandi quantità di proprietà ed introiti fiscali per lo Stato. Durante il periodo della Peste Nera e durante un grande incendio a Londra il Parlamento promulga, a porte chiuse, il ‘Cestui Que Vie Act’. Questo Atto aveva la funzione fondamentale di anulare l’applicazione della Mano Morta e surrogare i diritti degli uomini e delle donne. Ecco come hanno fatto:


  1. - Si stabilisce che le persone sono infanti, incompetenti e incapaci di gestire la propria vita per cui fondamentalmente persi. Nell’ Atto definiscono più specificamente che le persone sono disperse in mare (lost beyond the sea). In questo modo si porta l’essere umano con diritti nella Civil Law nell’ambito della Admiralty Law. La cosa interessante è che le persone non vengono informate in modo chiaro di tale Legislazione.
  2. - Si stabilisce che lo Stato prenda ‘temporaneamente’ in carico quanto Fiduciario, i terreni presi in affitto da queste persone fino a quando non si avranno notizie di loro (dichiarino di essere mature, capaci, di non essere disperse in mare). Se dopo 7 anni la persona non dimostrasse di essere viva le terre tornano automaticamente allo Stato.

  3. In sintesi lo stato (di Londra) ha preso la custodia di tutti e le loro proprietà in un trust. Lo Stato è diventato il fiduciario che amministra tutti i titoli per le persone e le cose, fino a quando un uomo ‘vivente’ non torni a reclamare quei titoli. (metodologia di reclamo del UCC 1 e PPSA – Admiralty law)

  4. Cestui que vie è ancora in vigore OGGI. 
    Nei seguenti articoli capirete la evoluzione di questo trust nei secoli:


In Pace ed Onore
Libertà

Tags:

IL CONGRESSO USA HA DICHIARATO GUERRA ALLA RUSSIA

by Fabio Sipolino 7. dicembre 2014 03:39

DI PEPE ESCOBAR

facebook.com

Non riuscirò a sottolineare abbastanza quanto terrificante - e stupido - sia tutto questo.
E adesso è ufficiale.
La risoluzione n. 758 della Camera dei Rappresentanti è stata approvata ieri segnando un risultato travolgente e bipartisan (411 voti contro appena 10 contrari) presso il Congresso USA.
I particolari della ripartizione della votazione si possono leggere qui.



Questa risoluzione, giunta in tutta fretta fino al voto appena due settimane dopo essere stata presentata, descrive la Russia come una "Nazione Aggreditrice" che ha invaso l'Ucraina e che stava dietro l'abbattimento del MH17.

La risoluzione fa praticamente appello a far guerra alla Russia.

Date un'occhiata davvero attenta al linguaggio adoperato.
Il Presidente degli Stati Uniti, in consultazione con il Congresso USA, deve:

«Condurre una revisione del posizionamento, della prontezza e delle responsabilità delle forze armate degli Stati Uniti nonché delle forze degli altri membri della NATO per determinare se i contributi e le azioni di ciascuno siano sufficienti a soddisfare gli obblighi della difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico e specificare le misure necessarie per porre rimedio a eventuali carenze».

Traduzione: 
Il Congresso USA pretende che l'Impero del Caos usi la dottrina della sicurezza collettiva della NATO ai sensi dell'articolo 5 (un attacco a un paese membro è un attacco a tutti i membri), per portare una guerra alla Russia, sebbene l'Ucraina non sia un membro (ma presto diventerà un grande alleato non-NATO). 
La risoluzione passa ora al Senato.

Se diventa legge, la risoluzione consente al Presidente degli Stati Uniti di dichiarare guerra alla Russia aggirando il permesso formale parlamentare del Campidoglio.

L'anatra zoppa non avrebbe le palle. Ma l'Hillarator le avrà.


Pepe Escobar è autore di 'Empire of Chaos: The Roving Eye Collection' (Nimble Books, 2014), 'Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War' (Nimble Books, 2007), 'Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge' (Nimble Books, 2007) e 'Obama does Globalistan' (Nimble Books, 2009).

Fonte: http://megachip.globalist.it/

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=113170&typeb=0&Il-Congresso-USA-ha-dichiarato-guerra-alla-Russia  

6.12.2014

Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.

Tags:

L’UNICO MODO PER FERMARE L’IMPERO

by Fabio Sipolino 1. dicembre 2014 16:11

 

DI GARY FLOMENHOFT

cluborlov.blogspot.it

Cari amici,

si avvicinano sempre di più gli ultimi giorni dell’Impero.  Forse la sua fine avverrà lentamente e gradualmente, oppure rapidamente e catastroficamente. Forse sarà il caos totale o forse sarà una fine ben organizzata che procederà piano, senza intoppi. Questo nessuno lo sa, ma la fine dell'Impero arriverà, come il giorno segue la notte e come il sole segue la pioggia. L’eccessiva espansione e il superindebitamento chiederanno il conto, come è avvenuto per tutti gli imperi.




Gli imperi sono come i batteri su un vetrino di laboratorio: spensierati, ciechi, insensibili, si espandono fino all’ esaurimento del loro nutrimento e fino a contaminare completamente l’ambiente circostante con i loro rifiuti: e poi muoiono. Sono automi, non possono farne a meno: sono programmati per espandersi o morire, espandersi o morire e, alla fine, espandersi e morire.

Di cosa si alimenta l'Impero? Di denaro e di paura; il vostro denaro e la vostra paura, entrambi ottenuti con la vostra piena collaborazione. Oggi è ancora più grande di quando affrontava un reale avversario in Unione Sovietica.  La Russia non è l'avversario; tutto ciò che vuole è essere un paese normale, in pace con il mondo. Ma l'Impero questo non lo può permettere, giusto?  Deve crearsi dei nemici,  E chi sono i nostri nemici?  Secondo gli ideatori delle guerre infinite sono la Corea del Nord, l’ Iran, la Siria e i terroristi islamici. Qualcuno di loro è effettivamente in grado di minacciare gli Stati Uniti? Beh, sì, ma sono tutti abbastanza facili da scoraggiare. Ma il piano della guerra infinita non è quello di scoraggiarli: è, invece, quello di metterli nell’angolo, colpendoli con l’ instabilità politica e le sanzioni, martoriando la popolazione con una frenesia dettata dalla paura.

Sappiamo tutti che il complesso industriale militare degli Stati Uniti è diventato un organismo incontrollabile e auto-perpetuante, proprio come Dwight D. Eisenhower ci avvertì nel 1961. Tutti conoscono la famosa frase di allarme pronunciata da Eisenhower, fa ormai parte della nostra memoria collettiva. Con un trilione di dollari l'anno e in crescita, con oltre 1000 basi sparse in tutto il pianeta, è molto peggio di quello che Eisenhower avrebbe potuto immaginare in uno dei suoi peggiori incubi. Non possiamo dire che non sapevamo: lui ci ha messo in guardia. Dopo la tragica parentesi Nazionalsocialista in Germania, molti tedeschi onesti hanno espresso vivo rammarico per non aver parlato allora, sostenendo che non sapevano ciò che veniva fatto a loro nome. Ma noi non abbiamo questa scusa: tutti sapevamo da sempre.

E non era la prima volta che eravamo avvertiti: il Generale Smedley Butler ci disse nel 1933, e le sue parole le ricordiamo ancora oggi pubblicandole online: “Perché tutti, generali compresi, improvvisamente acquisiscono la saggezza immediatamente dopo aver raggiunto la pensione?”. Butler offrì una spiegazione: “mentre prestavo servizio militare e obbedivo agli ordini, era come se la mie mente fosse in un coma sospeso”.  
Butler ci disse anche che “..ero un autentico mafioso, un gangster al servizio del capitalismo”.     “Ho aiutato a fare del Messico, in particolare Tampico, una terra ‘sicura’ per gli interessi petroliferi Americani nel 1914.  Ho collaborato a rendere Haiti e Cuba dei luoghi adatti affinché i “ragazzi” della National City Bank potessero venire lì e riscuotere i loro profitti.  Ho collaborato allo stupro di una mezza dozzina di repubbliche del Centro America per arricchire quelli di Wall Street.  E’ una lunga lista di infamità… Ho collaborato tra il 1909 e il 1912 a ‘purificare’ il Nicaragua nell’interesse della banca internazionale Brown Brothers; nel 1916 ho ‘portato alla luce’ la Repubblica Dominicana per gli interessi Americani dello zucchero;  in Cina ho fatto in modo che quelli della Standard Oli potessero fare il loro lavoro senza intoppi.”

Quest’ Impero non è nulla di nuovo e noi sapevamo bene, per tutto il tempo, che cos’era e cosa faceva. Non possiamo dire che non sapevamo. Abbiamo visto, in tutta la nostra vita, il modo in cui gli Stati Uniti finiscono con il soffocare ogni sollevazione popolare contro gli autocrati e gli oligarchi locali, come pongono questi paesi sotto il loro controllo e come hanno contribuito a organizzare e formare gli squadroni della morte che hanno distrutto ogni opposizione.    Pensate all’ Indonesia, all’Argentina, o all’Honduras. Abbiamo visto come l'Impero ha schiacciato ogni governo democratico che minacciasse gli interessi commerciali Americani con il falso pretesto dell’ "anti-comunismo," a partire dall’ Iran nel 1953, poi in Guatemala nel 1954, procedendo fino al Congo e poi Haiti (e qui più volte); e, in modo ancora più infame, in Cile nel 1973 (con l’assassinio del presidente Salvador Allende dell’ 11 settembre 1973); e anche in Nicaragua nel 1980, e in molti, molti altri paesi. (Per i dettagli vedi William Blum – Uccidere la Speranza.) E, naturalmente, molti di noi hanno vissuto sulla propria pelle le epiche menzogne e il genocidio di milioni di persone in Vietnam, Laos e Cambogia durante la cosiddetta "Guerra del Vietnam." Sapevamo, abbiamo visto con i nostri occhi, e abbiamo pagato le tasse per comprare bombe e pallottole. 

Più di recente abbiamo assistito alle sfacciate bugie dell'Impero in azione in Iraq, Libia, Siria, Afghanistan, Somalia, Georgia, Pakistan, Yemen, Ucraina ... non la finiranno mai!  Ma i danni che provoca in altri paesi non tornano mai indietro, non ce li ritroviamo dietro la porta di casa, giusto? Forse è proprio per questo che continua a causarli.  Noi pensiamo di poter semplicemente ignorare tutto questo e continuare ad andare avanti nella nostra vita, la cosa non ci riguarda.  Oppure ci riguarda? 

Mettiamo da parte la distruzione della democrazia che sempre accompagna uno stato di polizia fascista e militarizzato, che è quello che sono diventati gli Stati Uniti.  E ignoriamo anche la violenza che pervade la società Statunitense o il vasto gulag di carcerazione dove finiscono tutti gli “inutili non contribuenti”.

Consideriamo che l'unico attacco militare sul suolo degli Stati Uniti che ha realmente segnato un successo tangibile dai tempi di Pearl Harbor, è stato l’ 11 settembre. Pearl Harbor era alla periferia, lontano lì nel Pacifico, "un giorno che vivrà nell'infamia", tanto più che la FDR sapeva che stava per accadere e ha fatto di tutto per provocare l’interruzione dei rifornimenti di petrolio al Giappone, provocando quindi l’attacco.  Ma le Hawaii sono una periferia, mentre l’11 Settembre hanno colpito al cuore dell’Impero, al centro finanziario di New York, quello che aziona la pompa della ricchezza imperiale, e al Pentagono, incaricato della missione di dominio degli Stati Uniti nel mondo.

Credere che 19 arabi armati di taglierini, incapaci di pilotare persino un biplano a elica, siano stati in grado di far crollare 3 edifici del WTO in caduta libera come in una demolizione controllata (sì, gli edifici erano tre, vedi Edificio 7) e distruggere una parte del Pentagono, o credere che si sia trattato di un lavoro “interno”, non ha importanza. Il punto è che in quell’atto di distruzione le guerre causate dall’Impero in giro per il mondo sono tornate a casa.

Qual è stato il risultato? Questi eventi ci hanno indotto o no a riconsiderare ciò che stiamo facendo? Ovviamente no! Invece, eccoci partiti di nuovo per la guerra. Ricordate, l'Impero è un automa, un organismo auto-perpetuante che si alimenta di denaro e di paura.   Quale modo migliore per generare nuova paura se non quello di inscenare, o provocare, o fallire nel prevenire, un attacco alla "patria" - che è, tra l'altro, un termine di propaganda nazista? Lo scopo della guerra è semplicemente quello di causare più guerra, dal momento che è anche così redditizia, visto il termine inappropriato di “industria della difesa”.     Butler ci disse nel 1933 che "la guerra è un racket", e ha documentato i massicci profitti di guerra durante la prima guerra mondiale.  Immaginate quanti soldi stanno facendo quelli di Lockheed, Northrop Grumman-Boeing, General Dynamics, Raytheon e gli altri nella “guerra al terrore"? Sono cifre astronomiche.

Mentre leggete queste parole, l'Impero è impegnato nel suo lavoro in Ucraina. Ecco come funziona. In primo luogo, si rovescia il governo eletto in un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti. Poi,  si induce il regime fantoccio locale a scatenare un attacco militare e a organizzare squadre della morte per soffocare quella parte della popolazione nella zona orientale che non intende sostenere il colpo di stato pro-Statunitense; e in questo caso utilizzando veri e propri squadroni della morte di stampo nazista, completi di svastiche. (Chiunque può verificare facilmente questi fatti con una semplice ricerca su Internet). E per il consueto tocco finale imperialista, si vota alle Nazioni Unite (insieme al Canada) contro una risoluzione che condanna i nazisti ucraini e altri assassini razzisti, mentre gli europei si astengono vergognosamente. Questo tipo di programma ha sempre funzionato bene e l’Impero continua a replicarlo ancora e ancora, anche se i risultati ora sono sempre peggiori.

Un gran numero di cittadini Americani sostiene le guerre di conquista Statunitensi poiché queste gli consentono di poter continuare a mantenere i loro fastosi stili di vita. E questi sono quelli disturbano più degli altri.  Molti di noi sono totalmente contrari alle guerre, ma solo pochi tra noi considerano umanamente e emotivamente insopportabile la distruzione di milioni di vite umane a nostro nome e con i nostri soldi.  Qual è la differenza? Non so, bisognerebbe chiederlo ad uno psicologo.

La domanda per quelli che si oppongono alla guerra infinita è: cosa abbiamo fatto noi a questo proposito? Un movimento di massa nel 1960 che portò alla rivolta un vasto segmento della società, aveva qualcosa a che fare con la fine del conflitto in Vietnam.  Nonostante queste proteste, l'Impero fu in grado di prolungare il conflitto di altri cinque anni, fino al 1973, quando accettò di farla finita agli stessi termini che furono offerti nel 1968 al premio "Nobel per la Pace" Henry Kissinger.  Da allora non c’è stato un significativo segno pubblico di protesta contro la guerra, e tantomeno  nessuno in grado di prevenire o porre fine alla guerra. Perché?

In primo luogo, quell’accordo è stato concluso. Questo ha messo fine al coinvolgimento delle famiglie medie Americane nelle guerre dell'Impero, e quindi terminava l'obbligo del consenso da parte dei cittadini. Gli strateghi si resero conto che quell’accordo era un disastro per l'Impero. Il modo nuovo, migliore e più economico per procurarsi carne da macello per la guerra senza fine, era quello di pre-arruolare i bambini del sottoproletariato, utilizzando l’oppressione economica, al fine di privarli di qualsiasi altro mezzo di progresso tranne che… il servizio militare.
In secondo  luogo, il mondo militare si era privatizzato, e questo richiedeva un sempre minore coinvolgimento delle famiglia Statunitensi nel mondo militare e meno bisogno del loro consenso. “Siete tutti dei volontari, quindi state zitti!”: è questo l’atteggiamento.
 
In terzo luogo, il campo di azione sempre più esteso del controllo da parte della NSA e di altre agenzie governative ha contribuito a tenere sempre più sotto controllo la popolazione e a soffocare ogni dissenso.
E quarto: lo stretto controllo governativo/economico sui mezzi di comunicazione Statunitensi ha consentito una diffusa propaganda e un lavaggio del cervello della popolazione.

In ultimo luogo: è in corso oggi questa guerra alle “spie” e alle “talpe” che espongono la verità, da  Tom Drake a William Binney, Sibel Simons, Jesselyn Radack, Bradley Manning and Julian Assange. Se necessario, la polizia, che ora è molto più militarizzata che in passato, insieme al corpo della guardia nazionale, riescono a schiacciare ogni rivolta come fosse una formica. Tutte queste misure impediscono a qualsiasi azione legale di riforma, pur se perseguita in modo non violento attraverso votazioni, scioperi, proteste autorizzate, resistenza civile, ecc., di produrre qualche risultato.  L’unica azione che potrebbe fermare l’Impero è quella di tagliargli i “viveri”, ovvero le tasse con cui vive.  La bestia va affamata disinvestendo, portando i beni altrove, resistendo alle tasse, protestando contro le tasse.  L‘ex Segretario di Stato Alexander Haig ci disse chiaro e tondo negli anni ’80, quando dovette affrontare importanti proteste contro le politiche Americane nel Centro America: “Lasciateli protestare quanto vogliono purchè continuino a pagare le tasse”.  Mai parole più veritiere sono state pronunciate da un funzionario Americano. 

Ci sono forse delle prove in grado di contraddire questa sua dichiarazione? Ci sono state altre misure che hanno avuto un qualche diverso impatto sulla macchina da guerra? Onestamente, no. Milioni di persone in tutto il mondo hanno protestato prima dell'invasione dell'Iraq nel 2003. Queste proteste sono state ignorate. Nessuna protesta o altro sforzo riesce a fermarla perché non vengono tagliati i “viveri” dell’Impero, cioè il denaro e la paura. Solo tagliando i fondi non pagando le tasse si può fermare l'Impero.
 
Molti hanno detto che gli Stati Uniti non hanno bisogno del denaro dei contribuenti poiché sopravvive grazie al debito infinito.  E’ vero, l’Impero vive di debito, ma la capacità di vendere il debito si basa sul rating dei buoni del tesoro Americano. Recentemente, in Giugno 2014, la S&P ha dato agli USA un AA+ con “prospettive stabili”.

Se esistono dei dubbi su questo rating USA, può essere messa in discussione la possibilità di vendere il debito per continuare a finanziare l'Impero. La capacità di raccogliere le tasse è ciò che mantiene il rating delle obbligazioni degli Stati Uniti. In presenza di una qualsiasi riduzione del rating delle obbligazioni Americane, i tassi d’interesse sarebbero costretti a salire per continuare ad attrarre maggiori investimenti. Di conseguenza gli interessi sul debito diverrebbero incontrollabili trasformandolo in debito non rimborsabile, nonostante il capitale, che non hanno alcuna intenzione di restituire.   A proposito, gli sforzi del Tea Party per far sciogliere il governo federale rifiutando di aumentare il massimale del debito, per una volta si sono rivelati utili, anche se per motivazioni diverse.  Pensavano che era il welfare a mandare in rovina il paese. Questa è un'affermazione ridicola, perché la spesa sociale appare trascurabile rispetto alle spese militari. Tuttavia, per una volta sono riusciti a far  abbassare il rating delle obbligazioni.  Far sciogliere il governo federale è comunque un passo nella giusta direzione, e dal momento che negli ultimi anni solo il Tea Party è riuscito a farlo, concediamogli il giusto merito.

Se gli USA non fossero più in grado di raccogliere le tasse in modo affidabile, diminuirebbe la loro capacità di finanziare l'Impero con il debito; dovrebbero ricorrere ad un aumento delle imposte, una scelta politicamente inaccettabile, soprattutto nell'era del Tea Party, con un elettorato totalmente contrario a qualsiasi nuova imposizione fiscale. Risulta quindi chiaro che l'unica cosa che potrebbe fermare l'Impero è una rivolta fiscale. E non dovrebbe essere neanche tanto clamorosa: al minimo dubbio circa la capacità del governo federale di riscuotere le tasse, si ridurrebbe il rating  delle obbligazioni. Anche una minima riduzione  potrebbe far alzare i tassi d’interesse abbastanza da rendere il debito degli Stati Uniti non rimborsabile. 

Andiamo al sodo: come poter evitare di pagare le tasse quando l'IRS (agenzia delle entrate Americana) trattiene i nostri stipendi, e i ‘tavoli’ sono truccati per trattenere circa il 15% in più del necessario in media e poi  l'80% delle persone ottiene un rimborso? Avete forse pensato che questa era solo una coincidenza?  No, questo è un prestito senza interessi di un anno preso dai contribuenti.  In realtà è abbastanza semplice non pagare le tasse. Basta procurarsi un modulo W-4, scrivere ESENTE nell'apposito spazio e consegnarlo al vostro ufficio Risorse Umane. Al datore di lavoro non è consentito cambiare niente se non dietro precisa indicazione dalla IRS. Normalmente non hanno alcun motivo di discussione.

Ecco cosa è successo l'ultima volta che è stato sperimentato su vasta scala. Nel 2007, Code Pink si unì alla War Resisters League per organizzare un progetto nazionale di rifiuto della ‘tassa di guerra’ per fermare le guerre di Bush. Non fu una vera e propria rivolta fiscale, ma più che altro un  referendum per comprendere quante persone avrebbero potenzialmente aderito a trattenere simbolicamente una certa cifra dalle tasse dovute. La petizione online chiese alla gente se fosse stata disposta a trattenere volontariamente dalle tasse dovute un cifra anche solo di 1 dollaro se almeno altre 100.000 avessero accettato di fare lo stesso.   Su una popolazione Americana di 316 milioni di persone, quanti credete che abbiano firmato quella petizione? Circa 2.000. Quindi, vedete, non ci sono molti segnali che la gente sia disposta a fare l’unica cosa che potrebbe realmente fermare l’Impero: una vera e propria rivolta fiscale alla Tea Party.

Questo significa che l’Impero continuerà a prosperare, che il debito continuerà ad accumularsi, che non ci sarà più modo di poterlo ripagare e che, quindi, il collasso totale è inevitabile.  Le  conseguenze di un collasso totale sono imprevedibili; forse ci sarà un atterraggio morbido o forse no. Ma se non si è disposti a impegnarsi in una qualche forma di rivolta fiscale, il crollo finale non si potrà evitare. Dovrete scegliere tra due cose: impegnarsi in una rivolta fiscale ora o affrontare il crollo futuro.

Siete sicuri di voler tentare la sorte del crollo?  I risultati di una rivolta fiscale personale sono prevedibili: punizioni con sanzioni e interessi applicati dalla IRS; vivere nella paura di vedersi portare via stipendio, beni, proprietà e anche la casa dagli agenti federali (anche se queste misure estreme non avvengono tanto spesso, ma basta solo il pensiero ad instillare in noi la paura). Forse perderemmo i nostri beni e forse anche il lavoro. Perdere il posto di lavoro porterebbe alla depressione, a un  divorzio, alla droga e all’alcol, ecc.  Così finiamo con il preferire il crollo: dopo tutto si tratta solo di perdere i propri risparmi, non avere abbastanza elettricità e riscaldamento per la casa, non avere più nessuno che raccoglie i rifiuti urbani, trovare negozi saccheggiati o chiusi, vedere in giro bande armate che pattugliano le strade. A voi la scelta. 

D'altra parte, il collasso potrebbe anche finire bene! Nel cuore di un Americano fiorisce sempre la speranza.  Siamo o non siamo (o meglio – eravamo) le persone del “We Can”?”. Chissà, magari noi sappiamo crollare meglio di chiunque altro. Ci vengono dei dubbi, tuttavia, dopo aver letto la presentazione di Dmitry Orlov – Collapse Gap.  

E’ probabile che le conseguenze del crollo prossimo futuro saranno peggiori di quelle di una rivolta fiscale oggi. Soprattutto dal momento che all’IRS ci vogliono perlomeno 4/5 anni per arrivare a identificare dei finti “ESENTI”. Inoltre sarebbe più difficile da reprimere se fosse fatto in massa.  Ma è perfettamente comprensibile se si sceglie di non fare nulla ora e attendere le future conseguenze, mettendo a tacere la propria coscienza impegnandosi in proteste inutili e inefficaci. Probabilmente avete una famiglia da mantenere, o un hobby costoso, o qualche altra scusa. Così si decide di tentare la sorte del collasso futuro. Dopo tutto, il collasso potrebbe rivelarsi un fatto positivo per voi, chissà. Questa psicologia è abbastanza comprensibile. Spero davvero che questo crollo sia indolore come si spera che sia, ma in qualche modo ne dubito. Buona fortuna, però! Qualunque cosa accada, dovremo vivere per tutta la nostra vita futura, sia essa lunga o breve, accettando le conseguenze della decisione che avremo preso.

Firmato: l’ espatriato e da lungo tempo non contribuente – Gary Flomenhoft


Fonte: http://cluborlov.blogspot.it

Link: http://cluborlov.blogspot.it/2014/11/the-only-way-to-stop-empire.html

24.11.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Tags:

Il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy

by Fabio Sipolino 2. maggio 2014 09:10

Il Presidente del Consiglio Europeo  Herman Van Rompuy nel disinteresse degli Europei alle elezioni europee, riconosce l’istinto certo dei cittadini. In una intervista ha detto:

„la vera decisione“ avviene altrove e non in parlamento. Una tale aperta diffamazione di una presunta istituzione democratica, indica che la EU nella sua attuale struttura è un meeting- retrobottega autoritario e tale vuole restare.

 

Il Presidente della EU, il premio Nobel e poeta Herman Van Rompuy cosi ha detto dei suoi ricordi di una serata a Oslo: „Non scordero’ mai come Hollande ha stretto la mano della Merkel e come lei ha fatto un balzo. E’ stato un momento molto emozionante.“ 

In una intervista al Süddeutschen Zeitung il Presidente del Consiglio d’Europa,  Herman Van Rompuy ha gettato uno sguardo esausitivo sul significato che la democrazia oggi svolge nella EU. In breve: nessuno.

 

Nel gergo tecnocratico Van Rompuys, alla domanda, perchè c’è cosi poco interesse in Europa per le votazioni europee, ha detto:

 

„ C’è sempre stata scarsa partecipazione alle elezioni europee, dal 1979 ad oggi, ben prima della crisi finanziaria e della euro-crisi. I cittadini non erano cosi interessati perchè queste non hanno alcuna influenza sul loro quotidiano.“

Oggi è diverso, contrappone Van Rompuy al SZ:

 

„Si, l’Europa cambia il nostro quotidiano. E naturalmente il Parlamento europeo svolge un ruolo importante, se non altro da quando c’è il Trattato di Lisbona..Ma i cittadini sanno anche che le grandi decisioni non avvengono solo il Parlamento, ma anche

altrove. “

Il [quotidiano] SZ, sconvolto perchè avrebbe voluto sentire tutt’altro, ovvero che tutti come buoni democratici dovrebbero partecipare alle elezioni europee, chiede quindi: “oltrove , ma dove?“

Van Rompuy:

 

„Nel Consiglio d’Europa, sotto i capi di stato e di governo. Al cittadino è molto chiara questa differenza, tra il Parlamento e coloro che veramente decidono.“

(…). Van Rompuy:

 

„Il risultato elettorale dipende da molti altri fattori, dalle sensibilità nazionali che non hanno nulla a che vedere con l’Europa o i candidati di punta.“

(…) Van Rompuy:

 

„Il Trattato di Lisbona prevede che ci siano trattative. Il Consiglio d’Europa nominerà qualcuno che parla con il Parlamento. Diciamo che io quindi mi confrontero’ con i desideri del Parlamento . Il Trattato prevede anche che ho bisogno di due maggioranze . Una in Parlamento. E, cosa estremamente importante, il Consiglio farà una proposta.“

(…) alla domanda sulla crisi, cosi Van Rompuy definisce la sua visione:

 

„L’Europa è altro. Ci sono 28 capitali. Alcune sono piu’ importanti di altre. E ci sono le Istituzioni europee. E dipendiamo dai mercati finanziari. All’inizio della crisi abbiamo avuto spesso l’impressione che i mercati fossero anch’essi nello spazio, in cui abbiamo fatto delibere…“

Questo significa che i popoli d’Europa non sono stati in quello spazio in cui i politici, i cui nomie le cui funzioni i cittadini spesso non conoscono,  hanno deciso il destino dei cittadni europei. I mercati, invece, da cui dipende la EU, hanno mostrato una forte presenza.

 

Il motivo di cio’ sta nel fatto che la EU nella sua forma presente non è altro che un sindacato lobbistico per i complessi partitici che agiscono a livello internazionale

Il modello del business sta nel fatto di illudere i cittadini di essere loro stessi a decidere del loro destino.

 

E per fare questo senza lavorare e affaticarsi troppo,  si è riunito il  cartello dei partiti dell’industria finanziaria. Insieme azionano il motore del debito: i complessi partitici si fanno finanziare i loro debiti dalle banche e per questo i “mercati” sono “nello spazio” se la faccenda si fa dura.

 

Bisogna lodare Van Rompuy, il burocrate di legno che in Europa non avrebbe mai l’1% dei voti dei cittadini, per saper menare il can per l’aia. Il Parlamento EU non serve alla formazione delle volontà democratiche in Europa. E’ una riserva aggiuntiva delle Spa partitiche perchè per esprimere un “desiderio” al Consiglio, non servono 751 funzionari.

Nella logica di Van Rompuys basterebbe infatti che 28 parlamenti delle nazioni avessero un voto non vincolante, come quello del mostruoso Parlamento europeo.

 

Quindi si risparmierebbe denaro al contribuente europeo che potrebbe darlo per le cose per cui desidererebbe decidere privatamente, senza una tutela statale

 

(…) la frase di Herman Van Rompuys: "al cittadino è molto chiara la differenza tra il Parlamento e coloro che veramente decidono...“ è un appello al non voto che non ha bisogno di frivolezza dialettica.

 

Chi va a votare si rende scimmia, dato che gli viene chiarito prima del voto che il suo voto non vale nulla. Chi non va, rafforza tuttavia la frazione dei tecnocrati nella EU.

 

traduzione e sintesi dalla fonte:

http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2014/04/23/van-rompuy-haelt-eu-wahl-fuer-ueberfluessig-entschieden-wird-woanders/

di Cristina Bassi

Tags:

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

by Fabio Sipolino 10. febbraio 2014 03:25

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
(Approvata dall'assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948)

 

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato e proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è riportato di seguito. Dopo questa solenne deliberazione, l'Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell'Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione. Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioé cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.

 

Preambolo

Considerando che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo;

Considerando che il non riconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno condotto ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani saranno liberi di parlare e di credere, liberati dal terrore e dalla miseria, è stato proclamato come l'aspirazione più alta dell'uomo;

Considerando che i diritti dell'uomo siano protetti da un regime di diritto per cui l'uomo non sia mai costretto, in supremo ricorso, alla rivolta contro la tirannia e l'oppressione;

Considerando che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerando che nella Carta dei popoli le Nazioni Unite hanno proclamato di nuovo la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne, e che si sono dichiarati decisi a favorire il progresso sociale e a instaurare le migliori condizioni di vita nella libertà più grande;

Considerando che gli Stati-Membri si sono impegnati ad assicurare, in cooperazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite, il rispetto universale ed effettivo dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;

Considerando che una concezione comune di questi diritti di libertà è della massima importanza per assolvere pienamente a tale impegno;

 

L'Assemblea generale proclama la presente Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo come l'ideale comune da raggiungere da tutti i popoli e da tutte le nazioni affinché tutti gli individui e tutti gli organi della società, tenendo sempre presente allo spirito tale dichiarazione, si sforzino, attraverso l'insegnamento e l'educazione, di sviluppare il rispetto di tali diritti e libertà e di assicurarne, attraverso misure progressive di ordine nazionale e internazionale, il riconoscimento e la applicazione universale ed effettiva, sia fra le popolazioni degli Stati-Membri stessi, sia fra quelle dei territori riposti sotto la loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole.

Articolo 2

Ognuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà proclamate nella presente dichiarazione, senza alcuna distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, d'opinione politica e di qualsiasi altra opinione, d'origine nazionale o sociale, che derivi da fortuna, nascita o da qualsiasi altra situazione. Inoltre non si farà alcuna distinzione basata sullo statuto politico, amministrativo o internazionale del paese o del territorio a cui una persona appartiene, sia detto territorio indipendente, sotto tutela o non autonomo, o subisca qualunque altra limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della sua persona.

Articolo 4

Nessuno potrà essere tenuto in schiavitù né in servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi sono proibiti in tutte le loro forme.

Articolo 5

Nessuno sarà sottoposto a tortura né a pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ognuno ha diritto al riconoscimento della propria personalità giuridica, in ogni luogo.

Articolo 7

Tutti sono uguali di fronte alla legge ed hanno diritto - senza distinzione - ad un'eguale protezione contro qualsiasi provocazione ad una simile discriminazione.

Articolo 8

Ogni persona ha diritto ad un ricorso effettivo davanti alle competenti giurisdizioni nazionali contro atti che violano i diritti fondamentali riconosciutile dalla Costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessuno può arbitrariamente essere arrestato, detenuto né esiliato.

Articolo 10

Ogni persona ha diritto - in piena eguaglianza - a che la sua causa sia ascoltata equamente e pubblicamente da un tribunale indipendente e imparziale, che deciderà sia dei suoi diritti e dei suoi obblighi, sia del fondamento di qualunque accusa in materia penale, rivolta contro di essa.

Articolo 11

1) Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a che la sua colpevolezza sia stata legalmente stabilita nel corso di un processo pubblico, in cui tutte le garanzie necessarie alla sua difesa le siano state assicurate;

2) Nessuno verrà condannato per azioni o omissioni, che al momento in cui sono state commesse non costituiscono reato in base al diritto nazionale o internazionale. Parimenti non sarà inflitta alcuna pena più forte di quella che era praticata al momento in cui il reato è stato commesso.

Articolo 12

Nessuno sarà oggetto di ingerenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, né di lesioni al suo onore ed alla sua reputazione. Ogni persona ha diritto alla protezione della legge contro simili ingerenze e lesioni.

Articolo 13

1) Ogni persona ha diritto di circolare liberamente e di scegliere la propria residenza entro i confini di uno Stato;

2) Ogni persona ha diritto di abbandonare qualsiasi paese, compreso il proprio, e di rientrare nel proprio paese.

Articolo 14

1) Di fronte alla persecuzione ogni persona ha diritto di cercare asilo e di beneficiare dell'esilio in altri paesi;

2) Tale diritto non si può invocare in caso di persecuzione realmente fondata su un reato di diritto comune o su azioni contrarie ai principii e agli scopi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

1) Ogni individuo ha diritto ad una nazionalità;

2) Nessuno può arbitrariamente venir privato né della propria nazionalità né del diritto di cambiare nazionalità.

Articolo 16

1) Raggiunta l'età nubile, l'uomo e la donna, senza restrizione di sorta per ciò che riguarda la razza, la nazionalità o la religione, hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia. Hanno pari diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e al momento del suo scioglimento;

2) Il matrimonio non si può concludere che con il pieno e libero consenso dei futuri sposi;

3) La famiglia è l'elemento naturale e fondamentale della società e ha diritto alla protezione della società e dello Stato.

Articolo 17

1) Ogni persona, tanto sola quanto in collettività, ha diritto alla proprietà;

2) Nessuno può arbitrariamente esser privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni persona ha diritto alla libertà di cambiare religione, come pure di manifestare la propria religione o convinzione sola o in comune, in pubblico o in privato, con l'insegnamento, le pratiche, il culto e la celebrazione dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà d'opinione e d'espressione, il che implica il diritto di non venir disturbato a causa delle proprie opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere con qualunque mezzo di espressione, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee.

Articolo 20

1) Ogni persona ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica;

2) Nessuno può essere costretto a far parte di una associazione.

Articolo 21

1) Ogni persona ha diritto di partecipare alla direzione degli affari pubblici del suo paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente eletti;

2) Ogni persona ha diritto ad accedere, in condizioni di uguaglianza, alle cariche pubbliche del proprio paese;

3) La volontà del popolo è il fondamento dell'autorità dei poteri pubblici; questa volontà dev'essere espressa con elezioni serie, che devono aver luogo periodicamente, a suffragio universale uguale e con voto segreto o seguendo una procedura equivalente, che garantisca la libertà del voto.

Articolo 22

Ogni persona, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale; ha la facoltà di ottenere soddisfazioni dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità, grazie allo sforzo nazionale ed alla cooperazione internazionale, tenuto conto dell'organizzazione e delle risorse dei singoli paesi.

Articolo 23

1) Ogni persona ha diritto al lavoro, alla libera scelta del suo lavoro, a condizioni eque e soddisfacenti di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione;

2) Tutti hanno diritto, senza discriminazione, ad un salario uguale per lavoro uguale;

3) Chi lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente, che assicuri a lui ed alla sua famiglia un'esistenza conforme alla dignità umana e integrata, se opportuno, da ogni altro mezzo di protezione sociale;

4) Ogni persona ha diritto di fondare con altri dei sindacati e affiliarsi a dei sindacati per la difesa dei suoi interessi.

Articolo 24

Ogni persona ha diritto al riposo e allo svago, in particolare ad una ragionevole limitazione della durata del lavoro ed a vacanze periodiche pagate.

Articolo 25

1) Ogni persona ha diritto ad un livello di vita sufficiente ad assicurare la salute e il benessere suo e della sua famiglia, specialmente per quanto concerne l'alimentazione, l'abbigliamento, l'alloggio, le cure mediche e i servizi sociali necessari; ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, di malattia, d'invalidità, di vedovanza, o negli altri casi di perdita dei propri mezzi di sussistenza in seguito a circostanze indipendenti dalla sua volontà;

2) La maternità e l'infanzia hanno diritto ad un aiuto e ad un'assistenza speciali.Tutti i bambini, nati sia nel matrimonio sia fuori del matrimonio, godono della medesima protezione sociale.

Articolo 26

1) Ogni persona ha diritto alla educazione. Essa dev'essere gratuita, almeno per quanto riguarda l'insegnamento elementare e fondamentale. L'insegnamento elementare è obbligatorio. L'insegnamento tecnico e professionale deve essere diffuso. L'accesso agli studi superiori deve essere aperto a tutti, in piena uguaglianza, in base ai meriti;

2) L'educazione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve favorire la comprensione, la tolleranza e l'amicizia tra tutte le Nazioni e tutti i gruppi razziali o religiosi, come pure lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace;

3) I genitori hanno in primo luogo il diritto di scegliere il genere di educazione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

1) Ogni persona ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai benefici che ne risultano;

2) Ognuno ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria o artistica di cui è autore.

Articolo 28

Ogni persona ha diritto a che, sul piano sociale e su quello internazionale, regni un ordine tale che i diritti e le libertà enunciate nella presente Dichiarazione possano trovarvi pieno sviluppo.

Articolo 29

1) L'individuo ha dei doveri nei confronti della comunità, nella quale è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità;

2) Nell'esercizio dei suoi diritti e nel godimento delle sue libertà ognuno è soggetto unicamente alle limitazioni stabilite dalla legge, esclusivamente allo scopo di assicurare il riconoscimento ed il rispetto dei diritti e delle libertà altrui e di soddisfare alle giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica;

3) Tali diritti e libertà non potranno in alcun caso esercitarsi in opposizione agli scopi e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nessuna disposizione della presente Dichiarazione può essere interpretata come implicante, per uno Stato, un gruppo o un individuo, un qualsiasi diritto di dedicarsi ad una attività o di compiere un'azione mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà qui enunciate.

Tags:

OPPT

by Fabio Sipolino 9. febbraio 2014 10:07

Tags:

Marco Bonifacio di Marzo: spiritualità, economia, bitcoin, heritage backed currency system

by Fabio Sipolino 9. febbraio 2014 04:13

Tags:

Bitcoin

by Fabio Sipolino 9. febbraio 2014 02:03

Tags:

Tag cloud

Page List